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Cos’è un podcast. Significato, origini e storia

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Prima di andare ad approfondire i vari elementi di curiosità, tecnologici e analizzare i vari aspetti vi voglio lasciare subito una breve definizione per farvi un’idea per proseguire così la lettura con una maggiore consapevolezza.

Il podcasting è l’insieme di tecnologie che permette la trasmissione e la diffusione di file audio via internet. La differenza sostanziale con la radio è che il podcast, il file audio (generalmente) per intenderci e può essere usufruito on demand in maniera asincrona. La radio (o la tv tradizionale) è in maniera sincrona, ossia non possiamo decidere quando ascoltare una trasmissione, siamo noi ad adattarci.

Bene dopo questo breve capello introduttivo proseguiamo nell’esplorare il mondo del podcasting. 🙂

Podcast letteralmente significa: Personal Option Digital Cast.
Il termine Podcast, nello specifico, non è altro che l’unione di due termini: iPod e Broadcast.
Il famoso iPod, è ovviamente il primo e conosciutissimo lettore Mp3, creato da Apple.
Quando si parla di Broadcast, invece, si fa riferimento alla modalità di trasmissione di contenuti multimediali in formato audio/video.

Questi due termini, combinati assieme, danno vita alla parola Podcast.

Quando si parla di Podcast ci si riferisce ad un contenuto radio/video, registrato digitalmente sotto forma di file audio e reso disponibile, on demand, su internet.
Un podcast, può essere scaricabile e riproducibile in qualsiasi momento, può essere scaricato e/o ascoltato direttamente online.
I podcast sul web, vengono resi disponibili anche tramite sottoscrizione.
In questo modo, ogni nuovo podcast caricato viene automaticamente scaricato sul proprio dispositivo (computer, app, cellulare, lettore multimediale ecc).

La storia del Podcast

L’origine della parola si deve a Ben Hammersley, un giornalista della BBC, che nel febbraio del 2004, mentre scriveva un articolo per il quotidiano the Guardian, sul nuovo fenomeno dei file audio in formato Mp3, coniò il termine podcast.
Lo usò per definire l’accesso a un contenuto audio su qualsiasi computer e dispositivo similare, in grado di riprodurre file multimediali.
Mentre per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico del sistema di podcasting questo è nato dalla collaborazione tra l’ex Vj di Mtv Adam Curry e da David Winer, uno dei blogger più celebri (o meglio definito come il papà dei blog).

Inizialmente, il nome fu associato unicamente allo scambio di file in formato audio, ma, con l’uso dei feed RSS (Really Simple Syndication), venne poi associato anche alla condivisione di file in formato video.
Gli RSS sono dei formati semplici, estensibili e flessibili, utili alla distribuzione di contenuti sul web.

Nel 2005, nel dizionario New Oxford, la parola Podcasting venne nominata “parola dell’anno”.
La definizione attribuita al termine fu: “Registrazione digitale di una trasmissione radiofonica o simili, resa disponibile su internet con lo scopo di permettere il download su riproduttori audio personali“.

Ormai, nel 2018 questa definizione risulta quantomeno anacronistica, in quanto, per ascoltare un podcast non c’è bisogno per forza di un iPod, ma basta anche uno smartphone.
La diretta connessione con iPod nacque solamente perché nel 2004, il lettore audio portatile realizzato da Apple era ormai diffuso in tutto il mondo.

Diffusione del Podcast

Nel 2007 Apple presenta il primo iPhone, il dispositivo rivoluzionario che per la prima volta nella storia della tecnologia riusciva ad unire due cose in una (cellulare e lettore mp3). L’avvento dell’iPhone in questi anni, porta la tecnologia dedita alla diffusione del podcast al vertice.
Il fenomeno del podcast cresce pian, piano, più negli Stati Uniti che in Italia.

Fino a pochi anni fa, il podcasting veniva usato dalle radio pubbliche unicamente per rendere disponibili programmi tradizionali anche on-demand, al di fuori degli orari di messa in onda.
Oltre a questo però, non è mai stata messa in atto una produzione in grado di arrivare ad una vasta gamma di ascoltatori tradizionali, al di fuori degli orari di messa in onda.
Ecco perché agli autori indipendenti si sono organizzati al di fuori delle radio e hanno iniziato a produrre da sé.

Diffusione del podcast in Italia

In Italia, per alcuni anni, molti artisti famosi come Fiorello, Jovanotti, Max Pezzali hanno ideato podcast personali, per parlare di sé e della loro vita privata.
La cosa sfortunatamente non è durata a lungo e i podcast di queste star, sono stati sostituiti dai social, tra cui Facebook e Twitter.

Invece, da diversi anni, il mondo della politica, della comunicazione e del giornalismo, hanno capito la potenzialità dei podcast e hanno iniziato a sfruttarli al massimo.
Rai, Radio Deejay, Radio 105, Radio 24 ecc hanno iniziato sempre di più ad usare e a diffondere i podcast.
Il fenomeno, seppur ancora appartenente ad una piccola nicchia, al giorno d’oggi, continua a crescere sempre di più, anche in Italia.

Perché ascoltare un podcast?

In rete si trovano podcast di ogni tipo, lingua e genere.
Sono gratuiti e accessibili a tutti, in qualsiasi momento della giornata.
Risultano particolarmente utili sia per informarsi che formarsi.
Esistono infatti dei programmi che sono dedicati al digital, alla tecnologia, ai viaggi, alla psicologia e molto altro.
Basta trovare l’argomento d’interesse e decidere quando e come ascoltarlo.

Cosa serve per ascoltare un podcast?

Ovviamente hai bisogno di un dispositivo multimediale come iPhone, iPad o un qualsiasi dispositivo Android.

Se possiedi un dispositivo iOS puoi utilizzare app come:

  • Podcast: l’applicazione ufficiale di Apple;
  • Instacast: che offre il minimo indispensabile;
  • Spreaker: dove puoi fruire i contenuti presenti sulla piattaforma di Spreaker (disponibile anche per Android);
  • Castamatic: che presenta funzioni avanzate come la suddivisione dei podcast.

Se possiedi un dispositivo Android puoi scaricare App come:

  • Google Podcasts: la nuovissima App di Google (uscita a giugno 2018), per ascoltare i podcast. Pro: sincronizzazione tra tutti i dispositivi, leggera e minimal. Contro: sono stati segnalati problemi sulla grafica (scroll) in alcuni dispositivi e altri bug vari, ma dato che uscita da pochissimo molti di questi problemi saranno risolti al primo aggiornamento.
  • Podcast Addict: utile a chi non vuole consumare troppa batteria ed è uno dei più completi, per chi non vuole la pubblicità (banner) c’è la versione a pagamento. Pro: si può personalizzare moltissimo sia da un punto di vista grafico che di impostazioni (download, ecc.). Contro: la troppa personalizzazione la rendono leggermente complicata per utenti inesperti, ma parliamo comunque di una App che ha una media recensioni del 4,6 su 5.
  • TuneIn Radio (anche per iOS): è una delle App più scaricate ed è adatta agli amanti della radio AM/FM, web radio, podcast, anche qui è presente la versione a pagamento. Pro: non solo podcast, ma molto altro. Contro: segnalazioni di problemi con alcune stazioni radio e di banner, alle volte, troppo invadenti.
  • Stitcher Radio (anche per iOS): che permette di avere un’applicazione unica di canali radio web e podcast. Pro: graficamente molto valida. Contro: ha una caratteristica fastidiosa: ti fa ascoltare solo l’ultima puntata del podcast (come fosse una radio), non molto pratico, speriamo in un futuro aggiornamento, inoltre in Italia non prende moltissime stazioni radio.

E molte altre ancora tra cui Podcast republic, Podkicker podcast player, iVoox Podcast, Antennapod, Hype Machine ecc.

Bene abbiamo scritto di cos’è un podcast, le origini della parola e della tecnologia e una cosa che salta all’occhio è questa: non è una tecnologia recente, anzi ha più di 15 anni!!!

Perché allora solo ora stiamo vivendo questa esplosione di podcast a livello planetario?
La risposta è da ricercare con l’evoluzione di strumenti e tecnologie che ora rendono fruibile il formato del podcast.
Come detto una volta per ascoltare un podcast dovevi compiere una serie di passaggi, da computer a iPod (o altro lettore mp3), la rete mobile era inesistente e dove era disponibile aveva costi di accesso che pochi potevano permettersi.

Ora con gli smartphone non serve più fare peripezie strane per ascoltare un podcast, basta un click! Poi le connessioni mobile sono sempre più veloci e costano pochissimo, insomma ascoltare un podcast ci costa poco sia in termini di azioni, che di tempo!

Oggi si parla molto del formato video, a ragione, ma il podcast ha dalla sua una peculiarità importante: non ci ruba tempo o attenzione come invece fanno i video.

Infatti possiamo ascoltare podcast mentre corriamo, facciamo faccende domestiche, al lavoro o mentre guidiamo, situazioni che non sono possibili tramite i video o la lettura di testi! Questo è il vero punto di forza che spiega l’ascesa pazzesca che sta avendo il mondo del podcasting!

Buon ascolto!

Ah dimenticavo se hai un podcast, non importa quante puntate o quanti ascoltatori hai, lo devi inserire nella più grande directory di podcast italiani! 🙂

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